IL REGOLAMENTO PER IL WELFARE DEL COMUNE DI BARI NON È TRASPARENTE

Il comune di Bari deve dotarsi di un regolamento unico per il welfare, per intervenire nelle situazioni di disagio e soprattutto rendere omogeneo il procedimento, visto che ciascun municipio risulta indipendente e senza regole condivise. Il consigliere comunale di Bari, Michele Caradonna, tuttavia, non è favorevole al regolamento portato in aula perché – a suo avviso – carente soprattutto di trasparenza. Piuttosto proverebbe a riscriverlo, ma la maggioranza dei consiglieri decide di approvare comunque.

“La mia perplessità – riferisce il consigliere Caradonna durante il consiglio comunale del 21 aprile 2016 – sorge nel leggere alcuni articoli del regolamento. La prima domanda – prosegue – che mi sono fatto è se tutti i regolamenti dei vari piani di zona dei singoli comuni avessero le stesse indicazioni, e la risposta è no. Ho scaricato alcuni regolamenti e la correttezza e la chiarezza della scrittura permettono a chi deve fare richiesta di una tipologia di intervento, cosa chiedere e in che maniera viene erogato il servizio”. “Dieci pagine – aggiunge Caradonna – è assurdo, dove ci sono degli articoli che non garantiscono la trasparenza degli atti, i criteri per la formazione delle graduatorie poi. Fare le graduatorie delle domande che vi fanno richiesta non è un’opzione, è un obbligo!”.

Sull’emergenza abitative, per esempio – è il ragionamento di Caradonna – grazie alla task force operata dall’assessore Brandi, si è riusciti a scoprire che una serie di persone che avevano chiesto l’abitazione, in realtà nascondevano una serie di altre proprietà. “Se da un lato – ha specificato il consigliere Caradonna – abbiamo avuto la fortuna di scoprire i furbetti, dall’altra non mettiamo i paletti necessari per un’attenta verifica. Se non mettiamo questo nel regolamento, dove lo dobbiamo mettere?”.

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