Bari, spiagge negate alle persone con disabilità e l’occasione mancata dei defibrillatori

Si avvicina la stagione balneare, Covid 19 permettendo, e se alcune spiagge baresi possono considerarsi oggi accessibili alle persone con disabilità è anche per le tante battaglie di Michele Caradonna. In questa quarta puntata di Ingiustizie sociali, Caradonna parla delle spiagge negate ai disabili e pericolose senza defibrillatori.

La storia: l’ordinanza balneare e il silenzio dell’Amministrazione comunale

Con ordinanza balneare di giugno 2017, la Regione Puglia impose agli stabilimenti balneari di dotarsi di defibrillatori. 

Michele Caradonna, consigliere comunale dal 2014 al 2019, da sempre impegnato nelle battaglie sociali con maggior riguardo alle persone con disabilità, presentò diverse interrogazioni chiedendo alla Ripartizione Attività produttive e patrimonio del Comune di Bari un monitoraggio sull’osservanza o meno dell’ordinanza da parte dei lidi balneari. A quella interrogazione nessuno rispose.

“Rimasi basito – spiega Michele Caradonna – perchè il Comune di Bari si stava lasciando scappare una importante occasione di dotarsi gratuitamente di defibrillatori. Invece ottenni solo il silenzio. La stagione balneare era appena iniziata ma nessuno si preoccupava di informarsi in merito alle attività di monitoraggio per capire chi fosse in regola e chi invece no.”

Il bando Deep Impact e la “dimenticanza” del Comune di Bari nel parteciparvi

Con il bando Deep Impact la Regione Puglia mise a disposizione defibrillatori gratuiti ai Comuni che ne facevano richiesta. Molti aderirono, Bari no.

“Tra gli enti beneficiari del progetto Deep Impact il Comune di Bari non c’era – continua Caradonna –  i referenti regionali del progetto mi assicurarono di non aver ricevuto nemmeno richiesta di chiarimenti da parte del Comune. Una situazione paradossale – prosegue il consigliere – visto che molti piccoli Comuni se n’erano dotati e invece Bari non sapeva neanche di cosa stessimo parlando”.

Guarda l’intervista relativa alle segnalazioni

Le spiagge cittadine negate ai disabili, la battaglia più dura e le denunce su tanti quotidiani locali

Tante le segnalazioni che nel corso degli anni Michele Caradonna riceveva dai cittadini costretti spesso a rinunciare ad andare al mare perchè le spiagge cittadine di Pane e Pomodoro non erano accessibili. A Bari insomma le spiagge erano negate ai disabili e pericolose visto che erano senza defibrillatori.

“Dopo che tanti cittadini si erano rivolti a me o avevano denunciato sui media locali di non riuscire ad accedere alle spiagge – prosegue Caradonna – decisi di presentare una interrogazione in Consiglio comunale. Lo stesso assessore alle Attività Produttive del Comune di Bari Carla Palone – prosegue Caradonna – fu censurata. Non era in grado di dire quali spiagge fossero accessibili e quali no. Nel momento in cui invece venne messa a gara la gestione di Torre Quetta, dopo le mie continue richieste, uno dei criteri inseriti nel bando fu proprio quello dell’accessibilità. Si riuscì infatti a realizzare una pedana per arrivare al mare. Abbiamo combattuto con interrogazioni, richieste e modifiche, altrimenti Torre Quetta non sarebbe mai stata accessibile per le persone con disabilità”. 

Con rammarico – sottolinea Caradonna con voce delusa di chi ha cercato in tutti i modi di apportare delle migliorie – devo ammettere che il binomio: amministrazione comunale di Bari e disabilità NON funziona per nulla.

Spiagge negate ai disabili e pericolose: La Sea track Tobe a Torre Quetta montata e rismontata


Dopo le varie interrogazioni consiliari di Michele Caradonna nel bando per la nuova Torre Quetta venne inserita la Sea Track Tobe. Si tratta di una passerella alimentata ad energia solare, con due binari su cui scorre una sedia. Questa è azionata dall’utente attraverso un telecomando. E’ studiata per portare le persone con disabilità motorie direttamente in acqua dalla spiaggia. “Una vera rivoluzione – spiega Caradonna – se si considera che sino al 2018 le persone con disabilità non potevano entrare in acqua come si legge in questa denuncia fatta a Baritoday“.

Nel 2020 però la passerella è stata smontata così come riportato dal Quotidiano Italiano nel articolo del 22 luglio 2020.

Spiagge negate ai disabili e pericolose: Problemi anche a Pane e pomodoro

A Pane e pomodoro, spiaggia barese per la quale si individuò per prima una soluzione per l’accesso alle persone con disabilità, le sedie Job vengono usate per altro. Siamo nel 2019, su questo articolo di Repubblica la denuncia di una mamma di Torino, originaria di Bari in vacanza con il figlio disabile. Lei racconta di come a fine giornata i bagnini normalmente usino le job per spostare i loro attrezzi. “Una situazione assurda – conclude Caradonna – visto che si nega la possibilità di usarla a chi ne ha bisogno. Per non parlare dei danni che si possono causare a quelle sedie, ognuna delle quali costata al Comune 700 euro…ma tanto pagano i cittadini”.

Cosa ci attenderà quest’anno? Difficile a dirsi – conclude Caradonna – non sappiamo quanti Lidi riapriranno tantomeno cosa farà l’Amministrazione comunale su quelli che gestisce direttamente. Speriamo che venga quantomeno ripristinata l’accessibilità tra passerelle, bagni e servizi idonei dedicati alle persone con disabilità. Purtroppo, ripercorrendo la storia di questi ultimi anni, nutro seri dubbi che possa esserci attenzione a riguardo.

Come e dove vedere il programma “Ingiustizie sociali”

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